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Il Disco Che Ti Fa Esclamare Poffarbacco: Judas Priest, Firepower.

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Ciò che rimane della tua gioventù ribelle è un paio di orecchini che a volte guardi allo specchio indeciso se togliere o no.
Ormai sei più vicino ai cinquanta che ai quaranta e quei due anelli che penzolano sembrano, ogni giorno che passa, sempre più inadeguati.
I capelli che portavi lunghi, nonostante i tuoi genitori minacciassero di continuo di raparti a zero mentre dormivi, perché uscire di casa conciato in quello stato era roba da delinquenti, sono un lontano ricordo. Caro ma doloroso.

Quando riguardi le vecchie foto, con la zazzera ribelle in bella mostra, una fitta al cuore ti prende sempre. E la prominente pancetta che funge da post-it a rimembranza del fatto che non hai più vent'anni? Allora potevi ingurgitare tonnellate di schifezze e birra a litri senza aumentare un etto.
Adesso per smaltire una media rossa ti devi massacrare di squash ai limiti dell'infarto e per la pizza salsiccia e gorgo devi scalare il Colle dell'Agnello in bicicletta.
La tua vita inizia ad esse…

Una Questione di Principio.

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Quando uscì Whatsapp tutti furono felici di avere un'applicazione di messaggistica che sostituisse gli sms.
Lo furono un po' meno quando scoprirono che bisognasse pagare.
E pensare che c'era scritto a caratteri cubitali: dopo il primo anno di utilizzo, gli utenti avrebbero dovuto pagare un canone annuo.
La mostruosa cifra di 99 centesimi.
All'anno.
Per comunicare illimitatamente con tutti.
99 centesimi.
Apriti cielo.
Ci fu quasi una rivolta popolare.
E' una questione di principio. Dicevano.
Quale principio? Chiedevo.
Non puoi far scaricare gratis un'app e poi dopo un anno metterla a pagamento.
Perché no? Si chiama periodo di prova. Lo provi e se ti piace lo compri. E poi quale sarebbe questo principio?
Nessuna risposta.
Lo dico io qual è il principio.
E' il principio dell'avere tutto gratis. Di non voler spendere nulla.
Il principio dell'avidità. Tutto, subito ea scrocco.

Abbiamo iniziato con la musica.
Perché pagarla?
All'inizio la scaricav…

Quattro Romanzi.

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Tranquilli, non sono stato morsicato da Alessandro Borghese.
E' che molte volte ho più difficoltà a trovare il titolo che a scrivere l'intero post.
Volevo fare un post cumulativo, in cui racchiudere gli ultimi libri che ho letto, poiché sono accomunati dal fatto di essere tutti thriller a sfondo teologico. Sono quattro quindi il titolo, per una volta, vien da sé.
Non posso dire di essere in cultore del thriller classico ma se è condito con ingredienti soprannaturali o teologici, allora mi ci butto a bomba.
La passione per questi ultimi nasce naturalmente con la lettura di quello che ormai è considerato il loro capostipite: Il Codice da Vinci.
Contrariamente al pensiero comune e un po’ radical chic, a me Dan Brown piace. Non grido al miracolo, ma trovo che i suoi romanzi siano un buon passatempo che offre anche spunti interessanti. Tranne Crypto. Crypto è proprio brutto. Non si tratta di capolavori ma di lavori divertenti e, nonostante alcuni limiti, non troppo banali.
Inutil…

Alcune considerazioni su Le Venti Giornate di Torino di Giorgio De Maria e alcune strane coincidenze ad esso apparentemente collegate.

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Le venti giornate di Torino erano iniziate il 3 luglio di dieci anni prima: la siccità, l’insonnia collettiva, i cittadini che vagavano come fantasmi per le strade del centro storico, le grida misteriose, le statue che sembravano aver preso vita, la misteriosa e orribile catena di omicidi.
Poi, dopo venti giorni, tutto era finito, all’improvviso, come era cominciato. E nessuno aveva più voluto parlare di quella storia.
Oggi, passati appunto dieci anni, un anonimo investigatore dilettante decide di indagare per scrivere un libro su quella vicenda. Perché l’insonnia di massa? E chi erano, e da dove venivano, le mostruose figure di cui troppe testimonianze raccontano? E soprattutto, che nesso c’era tra quanto accadde e la biblioteca che era stata aperta presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza? Una biblioteca assai strana, dove non si trovavano i testi pubblicati dagli editori, ma scritti di privati cittadini, che rivelavano i loro pensieri più intimi e profondi, molto spesso terrib…

Splendido Splendente.

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Avvertenza. Questo post può essere letto nelle seguenti modalità.
A) Un tentativo, riuscito più o meno bene, di ponderare sui tristi tempi in cui viviamo.
B) Un flusso di coscienza rabberciato in un cut-up estemporaneo.
C) Il blogger ha sbroccato di brutto.
D) Tutte e tre le opzioni.

A volte capitano delle cose.
Una serie di piccoli eventi, per fortuna non sfortunati, che mi entrano in testa in modo assolutamente casuale e asincrono. Cose che apparentemente non hanno nessun legame o interconnessione ma che il mio cervello riesce comunque a collegare con un filo sottile e quasi invisibile.
Non ho mai fatto mistero di essere attratto da alcune teorie del complotto, ma state tranquilli non sono diventato un complottista.
Quello che, non solo io, sto notando è un generale abbassamento, qualcuno dice imbarbarimento, del livello culturale del nostro paese.
Metto subito le mani avanti: non ho fatto le scuole alte e non sono laureato, quindi non posseggo scranni su cui elevarmi e puntare il…

Considerazioni sul Costoso Vizio della Lettura.

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Ho comprato due libri.
Non è una novità. Ne compro molti ma di solito non in libreria.
La maggior parte sono digitali e i pochi cartacei li prendo dal Grande Satana in persona.
Chi è il grande satana? Amazon, naturalmente.
Ma andiamo con ordine.
Vado raramente, in libreria. Ma questa volta ho fatto un'eccezione. Ci sono passato davanti, ho visto due dei libri che avevo in cima nella lista dei desideri e allora mi sono detto: perché no?
Sono entrato, ho gironzolato un po' (è sempre bello vagare tra gli scaffali), e poi prima di comprare mezzo mondo perché non riesco a trattenermi, ho preso quello che mi serviva e sono andato a pagare.

Ho acquistato La Splendente di Cesare Sinatti a 16,50 euro e di Le Venti Giornate di Torino di Giorgio De Maria a 17,50 per una spesa complessiva di 34 Euro.
Su Amazon ad oggi, perché gli sconti sono variabili, avrei speso 28,89 con un risparmio di 5,11 euro.
E non è poco. Soprattutto per dei lettori forti.
A casa mia, i libri vanno via come il pa…

Surviving Sanremo 2018. #5

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Forza gente che è quasi finita.
Ultimo appuntamento con la microguida per sopravvivere al torpore (aka smarronamento) generato dal reparto geriatrico della canzonetta italica. Perché non andar per cantieri, come fan tutti? Che poi,
avendo un'età, a salire sul palco rischi di slogarti l'anca e a scendere 'ste scalinate, rompersi il femore è un attimo. Lascia spazio ai giovani. I giovani, come Il Volo? Vabbé, lasciamo perdere.
Consoliamoci.
Perché Sanremo è finito. Finalmente.

Gazebo Penguins: Nebbia.
Parole, quante parole si spendono inutilmente. Quando basterebbe stare in silenzio e ascoltare.
Perché se c'è una cosa in cui siamo diventati bravissimi è questa: parlare.
Sempre e comunque. Blaterare in continuazione, senza pensare e soprattutto senza ascoltare chi abbiamo davanti. E non lo ascoltiamo perché anche lui parla, parla e non la smette mai, superando in pochi secondi la nostra soglia di attenzione che già scarseggia di suo a causa del rimbambimento social. E…