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La Sottile Linea Ignorante che Lega Simple Minds, R.E.M. e Judas Priest.

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Forse con il trascorrere del tempo sto diventando più saggio.
Finito di ridere?
Forse ho solo perduto quell'impulsività che abita gli spiriti giovani e sono diventato più riflessivo.  O forse si tratta esclusivamente di una forma di nostalgia inconscia che mi porta ad amare cose che fino a qualche anno fa odiavo. Letteralmente.
Soprattutto nella musica.

Da adolescente ci sono stati alcuni gruppi che non ho mai potuto sopportare. Non per una questione stilistica o di gusti ma per dei motivi alquanto particolari.

Perché li passavano costantemente in radio e tv e al milionesimo passaggio la rottura di balle era talmente epocale da ricadere non solo sul pezzo in questione ma su tutto il gruppo.
E’ il caso dei Simple Minds.
Se con Alive and Kicking iniziava a sentirsi un leggera puzza di bruciato, con (Don’t You) Forget About Me, l’incendio divampa inarrestabile. Tortura allo stato puro. In qualunque posto ti trovassi e a qualsiasi ora, quel Ehy Ehy Ehy! Uh Uh Uh Oohh con cui inizia il pe…

La Strategia del Bacio.

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Avrei potuto pubblicare l’ennesima classifica del meglio e del peggio dell’anno appena trascorso. L’ho anche preparata, mentalmente, ma poi non ha preso vita. Ce ne sono già tante in circolazione, qualcuna molto bella e divertente e qualcuna molto utile. Mi piacciono le classifiche perché servono per prendere nota delle cose che mi sono perso durante l’anno e che poco alla volta dovrò recuperare. Quindi, dato che in rete abbondano, perché aggiungerne un’altra?
Avrei potuto lanciarmi nell’ennesima filippica di amore/odio verso i social. Ma il web è già così pieno di polemiche che ho la nausea. Infatti su Facebook mi limito alla mera osservazione a distanza e sempre più sporadicamente. Instagram no, mi piace molto e lo uso, in primis perché adoro la fotografia e poi perché la polemica sta quasi a zero. Quindi, niente bilanci e niente polemiche. Come iniziare allora la programmazione di questo nuovo e sfavillante anno su Silverfish Imperetrix? In un modo, per me, assai inusuale: con …

Il Sistema di Mel: Riempimi la Testa con un Mare di Cemento.

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E' con colpevole ritardo che parlo di questo disco.
La mail con cui il gruppo mi ha segnalato l'uscita del primo lp ufficiale è arrivata qualche mese fa. L'ho letta e ho guardato il video che trovate in fondo al post. Siccome mi è piaciuto e mi ha incuriosito, mi sono detto: 'sto disco devo ascoltarlo, prima o poi. Ed è proprio questo che mi ha fregato. Perché come succede (troppo) sovente, alla fine è sempre un poi e mai un prima. In questo modo le cose vengono costantemente rimandate. Se avessi ascoltato subito Riempimi La Testa Con Un Mare Di Cemento avrei potuto godermelo per l'intera estate.
Mi servirà da lezione? Dubito, anche perché le brutte abitudini sono dure a morire.


L'importante, alla fine, è che siamo qui a parlare di questa sorpresa. Perché proprio di questo si tratta.
L'esordio sulla lunga distanza de Il Sistema Di Mel è una mazzata emotiva lunga nove canzoni. E' bastato un paio di ascolti per carpirne la chiave e poter essere travolto …

Empyrium - Songs of Moors and Misty Fields.

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The ensemble of silence plays so beautiful for me...

Se c'è una frase che illustra alla perfezione il momento che sto attraversando è proprio quella che apre questo post.
Quando parlo di istante, non si tratta esclusivamente del mio attimo o della mia vita. E' un discorso più ampio, che abbraccia la mia poca vita sociale fino ad arrivare al contesto storico in cui stiamo vivendo. Qualche post fa lanciavo i miei strali contro l'uso malato che facciamo di uno strumento potente come internet e i social networks nello specifico. Più ci penso e più non riesco a togliermi dalla testa la scena iniziale di 2001 Odissea Nello Spazio. Con le mie limitate capacità di speculazione ho sempre pensato che il nero monolito che compare, se ricordo bene, all'inizio e alla fine del film rappresentasse la conoscenza. Quando le scimmie lo scoprono e con esso ricevono il dono, come lo usano? Per massacrarsi a vicenda. Ecco, più o meno com'è successo con Facebook!
E se nello spazio nessu…

Giorgio Borroni: Satyros.

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I ricordi, che erano un veleno in circolo nelle sue vene, gli gonfiarono il cuore fino a farglielo scoppiare.
In quel preciso istante la campana della chiesa suonò a morto. Bastiano sentì il sangue gelarglisi a poco a poco, rintocco dopo rintocco ebbe persino l’impressione che rallentasse il flusso, coagulandosi nelle vene. Una voce nella sua testa gli urlò di andare via da lì, di infilarsi nel bar e ordinare qualsiasi cosa pur di evitare quei due, ma quando si mosse gli parve di essere stato preso a bastonate alle gambe.


Dopo la novelette Zombie Mutation che mi ha fatto scoprire il talento di Giorgio Borroni come narratore horror, ho pensato di rimediare anche questo suo lungo racconto dall'evocativo titolo di Satyros.
Lascio perdere qualsiasi tipo d'indugio e dico subito che si è trattata di un'altra scelta azzeccata. Le impressioni avute da Zombie Mutation, non solo sono state confermate, ma addirittura rafforzate. Burroni dimostra di essere un autore di razza e consapev…

I'm Waiting For The Asteroid.

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I'm waiting for my man
Twenty-six dollars in my hand
Up to Lexington, one, two, five
Feel sick and dirty, more dead than alive
I'm waiting for my man
 (Velvet Underground)



Avvertenza: questo è un post acido, asociale, politicamente scorretto e anche un po' volgare.
Siete avvisati.

Dov'è finito il legittimo proprietario di questo blog? Come mai questa latitanza?
Potrei dire di aver fatto cose e visto gente.
Potrei dire che stavo lavorando per voi, che stavo elaborando idee per un brillante autunno/inverno 2017.
Oppure potrei dire che il blog è in pausa perché sto scrivendo il mio primo romanzo, oppure che mi sono focalizzato in ambito social per esplorare le grandi possibilità di questo medium.
Potrei farlo, per darmi un tono.
Invece no.
Vita sociale pari a zero, anche perché citando George Carlin: mi piace la gente, ma dopo un minuto, un minuto e mezzo, mi rompo i coglioni.
Sono tutto casa e lavoro (lavoro is the new Chiesa) e il poco tempo a mia completa disposizione lo pas…

Che Cosa Leggere Aspettando il Grande Cocomero.

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Un post fiume che raccoglie le segnalazioni dei libri che hanno stuzzicato, in qualche modo, la mia curiosità. Non è detto che li acquisti e/o li legga tutti ma non si può mai dire: magari un giorno potrò dedicarmi esclusivamente alla lettura. Un vitalizio inaspettato, una vincita al Superenalotto (mai giocato), l'eredità del ricco zio d'America (che non ho), nella vita non si può mai sapere.
Le segnalazioni sono in ordine rigorosamente sparso e si tratta esclusivamente di letteratura di genere.
Considerando inoltre che siamo vicini a Ognissanti, spero che questo compendio vi sia utile a trovare il brivido adatto.
Buona lettura!

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Titolo: Cerimonie Nere
Autore: AA.VV.
Collana: Urania Horror
Genere: Horror
Casa editrice: Mondadori.
Anno di pubblicazione: 2017
Ebook e Cartaceo
Pagine:748

Tre testi ordinati cronologicamente, in modo da costituire un’ideale galleria dell’horror classic…